I FANCIULLI, Novellette tradotte da Giuseppe Porta ispettore provinciale delle scuole elementari di Como. Como, Ostinelli. L. I.
Il cuore de' fanciulli! qual cosa più bella, più preziosa, più degna delle cure di chi sa? Eppure che vuoi? I letterati nostri hanno un vizio benedetto, per non dir altro, di scriver sui trampoli, pei letterati, cioè per quelli che meno ne hanno bisogno; e non c'è caso che pensino alla classe bassa, alla piccola età. E che io dica il vero, fa che ti venga un giovinetto, un uom del volgo, una donzella a chieder un libro ove imparare e dilettarsi: ci vorrà del bello e del buono a trovarne a malapena qualcuno. Onde me ne sa proprio male, ma mi conviene dirgli: hai ragione, quando alcuno viene a ripetermi: oh i Francesi! oh i Francesi! essi grazia: essi evidenza: essi sanno mettersi ne' piedi de' ragazzi e dei volgari. — E dai Francesi ha voluto attingere anche l'ispettore Porta, per dar un libretto ai fanciulli. Sono venti piccole avventure di figliuoletti: una che fa il mazzolino per la mamma; una che cede la colazione ad un poveretto; e i costumi della buona Sofia; e la gioia d'aver fatto bene; e i guai della collera, della ghiottornia, della disobbedienza; e la pietà agli animali ed altri più intrecciati avvenimenti, che ad alcuno piaceranno di più: ma quel che importa, dappertutto della savia morale e degli utili avvisi. Della maniera poi onde l'opera è tradotta non dico altro: lingua pura, facile stile, proprietà, vivezza, un andare fra il libero e il fedele in modo da darti l'originale, ma così che par cosa nuova. Credetemi: è un utile e caro regaluccio da far ai vostri figliuoletti. — Ma la gloria del tradurre (mettiam pure bene) è piccola, e il sig. Porta vale a trovarne una maggiore: e forse volle in questo lavoro esercitarsi per aprir l'ale a un volo suo proprio. Animo adunque: aiuti l'educazione de' giovinetti, che tanto gli sta a cuore, e insieme la letteratura nostra con cose sue, cose che col velo dell'allegoria e l'interesse dell'avventura scendano in cuore della gioventù a sviluppar i germi della civiltà, della cortesia, dell'amor reciproco: a far ammirare il bello che è nella natura, nella più amabile fra le Religioni, nella più grande fra le patrie: ed esponga il tutto in un dire alla mano, di parole e di modi tutti vivi, che non abbiano mestieri di dizionario, come non n'hanno mestieri i Promessi sposi. Il sig. Porta ha forza di farlo bene: e confidiamo che l'esempio suo darà miglior incammino a certi, che fanno a regata in futili e strani romanzi guasto della mente e del cuore; e che invece con lui concorreranno alla bell'opera d'allevar queste piante novelle, sì facili a piegar bene e male, e nelle quali s'appoggia la speranza dei giorni a venire.
Prof. Cesare Cantù.