Fine di LETTERA D'UN ITALIANO intorno al romanzo di Alessandro Manzoni, intitolato I PROMESSI SPOSI.
E per ciò vi dico, che niuno finora, almen per quanto io sappia, ha veduto più chiaramente il vero scopo di questo Romanzo, di quel che vide un illustre giornalista oltremontano, di cui piacemi trascrivervi qui nel nostro idioma le parole stesse.
"A me sembra (egli dice) che l'intenzione del signor Manzoni sia quella di far vedere che quando ci troviamo costretti a sopportare l'ingiustizia degli uomini potenti; quando non possiamo difenderci dalle loro persecuzioni; e quando la fame, la guerra e fino la peste ci flagellano, altro conforto non ci resta che in Dio e ne' suoi ministri, i cui spirituali soccorsi non ci possono mancar mai".
Se questo è lo scopo dell'Autore, come in quasi ogni pagina del suo libro il si rileva, a che cercare altro di meglio in esso! Voi vorreste trovare nei due bassi protagonisti personaggi elevati. Ma a che servirebbe ciò? mentre le qualità del cuore, ch'è quello che l'uomo dee studiare, non dipendono da' titoli, ma da' sentimenti; i quali possono essere similmente eroici tanto in un plebeo, come in un nobile.
In quanto al resto, finirò col dirvi, che di tutto quel che non tende alla felicita degli uomini, a cui ha principalmente mirato il Manzoni, credo troppo fanciullesco trastullo per noi il disputare.