Matteo Gregorio Lewis, poeta e romanziero inglese.
(Dal Vestminster Abbey.)
Matteo Gregorio Lewis nacque nel 1773. Suo padre era a quel tempo sotto segretario del ministero della guerra, impiego che sostenne per molti anni, in capo a' quali si ritrasse dal servizio con una pensione. M. G. Lewis, suo figlio, fece i suoi studi nella scuola di Westminster, e quando fu giunto all'età prescritta dalle leggi, venne deputato al parlamento per elezione del borgo d'Hindon. Negli anni 1793 e194 egli fece il giro del continente, e, per rallegrare le sue ore di ozio durante il viaggio, scrisse un romanzo intitolato il Frate (The Monk) ch'egli pubblicò in tre volumi nel 1795. Come lavoro d'immaginazione, e come produzione letteraria, questo romanzo annunzia un grande ingegno; alcuni pezzi di poesia in esso inseriti mostrano un senso squisito dell'arte di muover gli affetti. È d'uopo però confessare che mentre le bellezze di quel romanzo gli meritavano il più eminente favor popolare, non meno giuste apparivano le critiche che lo accusavano di scostumatezza, d'immoralità e di disprezzo per la religione. Queste osservazioni sono applicabili alla prima edizione, essendosi l'Autore per la severità delle critiche, e fors'anco per un più maturo sentimento di ciò che conviene, indotto a tor via i più licenziosi passi nella seconda edizione e nelle seguenti. Il buon successo in questa prima impresa trasse il Lewis ad applicarsi più caldamente ed assiduamente ai lavori di letteratura, e d'allora in poi egli non mai cessò di presentarsi al Pubblico in qualità di autore. Nel dicembre del 1797 andò sulle scene di Drury-Lane il suo dramma musicale intitolato lo Spettro del Castello, ed ottenne grandissimo plauso. Questo dramma, non meno che il Frate, ridondano di accidenti bene inventati, quantunque romanzeschi; lo stile n'è sempre elegante e robusto, e sovente s'innalza al sublime ed al terribile. Esso comparve in luce nel 1798, e più volte fu poscia citato e ristampato.
Nel 1801 Lewis pubblicò due volumi di poesie, col titolo di Racconti Maravigliosi. Meritevoli sono questi del lor titolo, e non difettano certamente di mirabile, genere in cui egli molto valeva.
Il Bravo di Venezia uscì fuori nel 1804, ed i Tiranni feudali, romanzo in 4 volumi, apparve nel 1806. Oltre ciò ha pubblicato i Racconti terribili, in 3 volumi; i Racconti romantici, in 4 volumi, ed una raccolta di poesie, in un solo volume.
L'orribile è la maniera che più risalta in queste opere; nel soprannaturale sta posto il predominante loro carattere. Dotato di bella, e gagliarda immaginativa, Lewis si applicò alla demonologia delle belle lettere, se tal nome può darsi alle più tenebrose finzioni germaniche ed alle più strane invenzioni del romanzo. Ma per lo strano eccesso a cui sapeva spingere il prediletto suo tema, egli riusciva assai grato alla maggior parte de' lettori, tanto più che, lasciando i suoi difetti in disparte, le animate sue pitture, le energiche sue descrizioni, le lusinghe della sua composizione, ed il commovente delle situazioni da lui trovate, grande impero esercitavano sopra la mente, la quale mal sapeva resistere ai loro effetti. Non v'ha dubbio ch'egli fosse più atto a corrompre la scena, che non ad arricchirla di drammi ne' limiti delle licenze che la libertà inglese permette. Ma la sua musa non conoscea confine veruno. Le sue novelle sono eccellenti nel lor genere, scritte mirabilmente, ed in generale piene di evidenza. Lo stesso dee dirsi di molte sue poesie minori. [...]